Delemir

"La gente mi accusa di follia, perchè ho abbandonato il gregge per cercare il lupo che mi sbranerà." (Francesco D.I.)
martedì, 06 novembre 2007

Abuso di potere........

Manifestazione Crash 2007 
Mi rendo conto che, giorno dopo giorno, i valori con cui sono nato e che ultimamente tento di difendere con le unghie e con i denti, lentamente stanno scivolandomi via tra le dita e diventa sempre più difficile usare la rogione per sopprimere l'odio e la rabbia che gridano sempre più violentemente. Diventa sempre pù difficile non generalizzare, facendo di tutta un'erba un fascio, diventa sempre più difficile capire, comprendere e perdonare. Mi sono sempre schierato e mi schiero oggi contro ogni movimento discriminate, ma nonostante questo molti valori vengono continuamente messi a dura prova dalla quotidianità. Sono stanco di quello che ogni giorno sono costrotto a sentire, a subire. Chi ha pagato per l'aereo americano che ha tagliato i fili della funivia? Chi ha pagato per il fuoco amico da parte dei soldati americani? Chi ha pagato per la morte di Paolo Borsellino e tutti quelli come lui? Chi ha pagato per la morte di Carlo Giuliani e per le ingiustizie compiute a Genova? Chi paga per tutti i fottuti politici che continuano a dettare legge nonostante la legge stessa tenti di precessarli? Chi paga per tutti gli sbirri che professano lo spirito di appartenenza e l'abuso di potere? Sono a favore della giustizia, la legge e le forze dell'ordine ma diventa sempre più difficile sbandierare questo vessillo quando leggo certe notizie. Sento la terra intorno ai piedi sgretolarsi un poco alla volta e non so dove aggrapparmi per continuare a gridare "la giustizia è uguale per tutti" ed "il mondo appartiene al popolo che ci vive". Sento scorrermi dentro la voglia di rivalsa, sento la voglia di tornare a Genova ed offrire agli sbirri lo stesso trattamento, uno scontro alla pari, una guerra al pari di quella che loro hanno portato per le strade. Hanno caricato ragazzi armati di bottiglie e scudi di palstica con la violenza di un esercito, vorrei offrirgli uno scontro con altrettanti ragazzi armati con le stesse armi e con lo stesso potere. Ma se non vi fossero stati quegli sbirri per strada, se non ci fossero state zone rosse, se non ci fossero state cariche, sarebe successo tutto ciò? Vorrei dire a tutti gli sbirri pentiti che professano lo spirito di apparteneza che prima di tutto, prima di essere sbirri, l'appartenenza è quella verso il genere umano di cui fanno parte e di cui troppo spesso si dimenticano elevandosi ingiustamente verso una razza superiore, quasi divina. Quelle stesse persone che dovrebbero proteggere e che invece si trasformano in carnefici.
Scritto da Delemir alle ore 00:17 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: generico, attualitĂ 


giovedì, 01 novembre 2007

LA DESCRIZIONE DI UN ATTIMO

Sento che devo partire, non perchè io voglia lasciare ciò che ho, ciò che ho conquistato e che adesso mi appartiene, con la stessa intensità con cui appartengo a ciò che ho conquistato. Sento che devo intraprendere il cammino che mi scorre dentro e che troppo spesso ignoro per la paura dell'ignoto che si cela in fondo a quel cammino. Il mio sguardo diventa avido di vita là dove la mia anima è percossa dal fremito. Voglio essere straniero nei luoghi che fino ad oggi ho solo potuto immaginare, voglio sfiorare il confine dei miei pensieri e tornare indietro per raccontare di quei luoghi. Voglio partire con la macchina fotografica come sguardo ed il cuore come bussola verso quel mondo che scorgo dalle immagini di altri e che mi percorrono l'anima. Sento l'Africa scorrermi dentro e la bramo da quando sono nato senza saperne il motivo ed ora il passo sembra più breve per quanto distante. Voglio perdermi nei suoi orizzonti, assaporarla come un frutto di cui gusto l'essenza probita. E dopo l'Africa vorrei percorrere le strade della Birmania per scorgere ed immortalare i volti dei monaci, rubandoli alla censura e portandoli nel mondocon quell'intensità che m ha condotto fin laggiù. per poi ripartire alla volta delle favelas , la città di dio, di cui vorrei rubare l'essenza e farla mia, attraverso una fotografia, attraverso un'immagine rubata, attraverso un volto che mi osserva. Vorrei solcare tutte le strade che sento sgorgare da ogni pensiero e vorrei guardare Beirut, con i miei occhi, osservarne le strade, la gente, il sangue che innocente scorre per le sue strade. Vorrei coglierne l'essenza sapendo di esservi stato e di aver visto ciò che fino ad oggi ho scorto riflrsso nelle immagini di altri.
Scritto da Delemir alle ore 00:20 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: fotografia, generico, attualitĂ 


mercoledì, 24 ottobre 2007

Fotografi e modelle

Il problema del mondo della moda e nello specifico il mondo della fotografia di moda è che ci sono un sacco di dilettanti che si spacciano per professionisti a partire dai fotografi, alcuni dei quali imbracciano per la prima volta una macchina fotografica con l'obiettivo di avere davanti a gli occhi avvenenti ragazze, riprenderle senza veli, ritrarne le curve. Poi ci sono le modelle che si fingono tali e che puoi riconoscere perchè sono quelle che nei siti di casting mettono le foto scattate dal fratello magari nel salotto di casa con un telo bianco ed un paio di sedie o ancora quelle che tra le disponibilità specificano "accompagnatrici". Non tutto questo mondo è marcio, da buttare nel cesso, tra le cose sporche, inutili. Ci sono anche persone che lavorano in modo serio, spinte dalla passione, dalla voglia di ritrarre e mostrare il bello, di affinare le proprie capacità in funzione del professionismo. Ma come dicevo il dilettantismo è ormai allo sbaraglio, se leggete internet il mondo sembra pieno di fotografi e di modelle come se queste due categorie fossero le sole ed uniche possibilità di realizzarsi nella vita. La metà dei siti dei presunti fotografi mostra foto di ragazze seminude in immagini di dubbia qualità (possibile che vi siano solo donne? un professionista non fotografa gli uomini?), siti spesso realizzati in modo indegno per coloro che dovrebbero vivere di immagini. Non voglio dire che la qualità di un fotografo si denota dal sito però un minimo di classe, di gusto, per uno che lavora con l'immagine è indispensabile. Non voglio certo elevarmi, autoclassificandomi un professionista, ma l'ambizione è quella e l'impegno converge in quella direzione. Mi guardo spesso intorno e tra i tanti artisti trovo spesso, molti, troppi, coglioni che rovinano la categoria nel tentativo di rimorchiare qualche bella gnocca. Allo stesso modo trovo tante belle gnocche che dovrebbero limitarsi a posare in qualche discoteca senza proporsi di raggiungere uno studio fotografico e questo non certo per doti fisiche ma per la mancanza totale di una minima professionalità o predisposizione al lavoro. Molte di queste modelle solcano gli studi fotografici per l'impossibilità di solcare quello di "Uomini e Donne", si fingono tali per la presunzione che un bel corpo faccia una brava modella senza immaginare che il lavoro è pur sempre lavoro e non bastano le tette a creare un buon prodotto, serve anche la professionalità di chi le sorregge!!! L'espressività viene meno in funzione di un un el paio di cosce e la gavetta è cancellata da ogni dizionario moderno in un mondo dove il non saper far niente è considerato forma d'arte. Forse è colpa dei reality come "Grande fratello" dove persone comuni si ritrovano ad essere famosi senza saper far niente, o trasmissioni come "uomini e Donne" che ha creato una nuova professione......quella del tronista, si perchè a volte mi è capitato di leggere nei curriculum degli aspiranti, tra le esperienze, la voce "tronista". Cos'è un tronista di preciso? Un coglione che va in elevisione per fare ciò che noi mortali facciamo ogni giorno nel mondo reale? Trovare l'anima gemella! Tutto questo per dire (apparte lo sfogo) che se il mondo della moda e della fotografia di moda vi sembra ridicolo, scrostate la merda che lo ricopre e scorgerete lepersone che lavorano sul serio e che cercano di campare con quello che per pochi è una passione, una forma d'arte!
Scritto da Delemir alle ore 23:02 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: fotografia, attualitĂ 


sabato, 20 ottobre 2007

Briganti si mora....

Abbiamo posato chitarra e tamburi perchè questa musica si deve cantare
siamo briganti e faciamo paura e con il fucile vogliamo cantare
stiamo cantando questa nuova canzone e tutta la gente la deve imparare
non ce ne frega del re borbone, la terra è nostra è nostra e non si deve toccare [...]

"Nuova Compagnia Di Canto Popolare - Briganti si mora"


Scritto da Delemir alle ore 23:09 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: attualitĂ 


mercoledì, 10 ottobre 2007

Bologna - Manifestazione del Crash

Su FLICKR.COM le foto della manifestazione contro Cofferati.......







Scritto da Delemir alle ore 21:52 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: attualitĂ 


martedì, 21 agosto 2007

A proposito di Falcone e Borsellino

Sabotar ( tormalina.splinder.com/ ) scrive sul suo blog <<se uno che fa le pulizie al tribunale guadagnasse quanto guadagnavano falcone e borsellino, esisterebbero la mafia, il tribunale e questo blog?>>.

Personalmente penso che una frase del genere sia totalmente riduttiva, gettata tra le pagine di un blog senza una ragione di esistere con l'unico scopo di provocare, toccando un argomento che invece meriterebbe rispetto e meriterebbe sopratutto di essere affrontato con un certo criterio. Credo anche che Falcone e Borsellino non guadagnassero cifre da fare invidia ai più poveri. Se così fosse come mai non c'è la fila per prendere il loro posto, come mai la gente non si accalca irruenta per ottenere un lavoro così ben retribuito? Questa identica critica è stata trascritta come commento sul suo blog in risposta al post, commento che è stato subito cancellato. A mio parere quando si scrive qualcosa, quando si manifesta una propria opinione, si dovrebbe anche avere la volontà e la capacità di portare avanti le proprie ragioni se si reputano corrette. Cancellare un commendo educato anche se contrario è stupido oltre che inutile. Se quello che cerchi è uno spazio per scrivere senza essere disturbato nelle tue elucubrazioni, basta disabilitare i commenti. Visto che l'argomento che hai trattato a me interessa e credo interessi anche ad altri, ho deciso di trasferire il dibattito sul mio spazio.....almeno quà non ci saranno censure!
Scritto da Delemir alle ore 19:14 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: attualitĂ 


venerdì, 17 agosto 2007

L'anima del testo

Cosa succede quando lo scrivere non è un'esternazione delle proprie capacità dialettiche ma un bisogno incondizionato, sfuggente, che esula dalla propria volontà come se vivesse di vita propria? Cosa succede quando le parole prendono vita davanti ai tuoi occhi, senza che tu riesca a intercedere, senza che la tua volontà si manifesti nel pugno che muove la mano? Cosa succede quando lo scrivere diventa un bisogno irrefrenabile e inconscio quanto la sigaretta per il fumatore, quando le parole ti scivolano fuori come un fiume senza sponde? Quando la musica ti avvolge l'anima e come un sonnambulo ti ritrovi ad aver percorso kilometri di testo senza rendertene conto? Cosa succede quando ogni parola è uno stralcio d'anima che scivola via, quando senti il bisogno di perderti tra le righe di una pagina, quando vieni risucchiato da ciò che scrivi? Cosa succede quando tutto ciò avviene in maniera del tutto incondizionata senza la capacitò di gestire l'estro che ti muove?
Scritto da Delemir alle ore 02:23 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: generico


venerdì, 17 agosto 2007

Discariche mediatiche.....

Miliardi di parole si perdono all'orizzonte dei giorni senza che nessuno sia diposto ad udirle, a sentirle in tutto il loro fragore, prima che il silenzio risucchi il loro grido. E' questo il destino dei blog. Ormai si scrive stronzate per coloro che adorano stronzate. Il gossip del quotidiano è giunto fin quà. Un Costantino Vitigliano fa più odience di un momento di vita vissuta, una serata in discoteca raccontata senza troppi giri di parole attira più che un lento racconto e tutto si riduce a qualche commento sporadico nel tentativo di aumentare la propria visibilità. Che senso ha scrivere se nessuno ti legge? Questo è il problema di molti, quelle stesse persone che per prime girano tra i blog lasciando firme asettiche nella speranza di portare accessi al proprio blog. Per fortuna ci sono ancora persone che scrivono per il gusto di farlo, quelle stesse persone che leggono altri blog per lo stesso motivo, ci sono persone che scrivono per il bisogno e la voglia di comunicare, ci sono persone che hanno ancora qualcosa da dire. A tutti gli altri, suggerisco di farsi un buon corso di palestra e proporsi a Maria de Filippi. Se saranno fortunati si ritroveranno in televisione a mostrare i pettorali, a fare i tronisti o magari a mostrare quanto in basso ci si possa spingere nel non saper far nulla. Un tempo si andava in televisione se si era registi, musicisti, parolieri, artisti in genere, oggi basta avere due tette come la Canalis o la terza media come Costantino e si è subito eroi. E' la generazione del culo, delle tette ben in vista, dei pettorali, del fancazzismo generale, è la generazione delle aspiranti veline, dei calciatori e dei tronisti. Se prima i grandi del passato cercavano un posto della storia, oggi ci si acconteta di un posto a Uomini e Donne. A quelli che definiranno questo post come invidia allo stato puro, rispondo che non c'è bisogno di essere un Costantino per farsi queste grandi scopate e sopratutto non c'è bisogno di gridarlo ai quattro venti o magarli ancora di raccogliere questo insieme di puttanate in un libro per poi venderlo. Semplicemente c'è chi le fa e guarda oltre e chi invece ci si ferma e ne fa una ragione di vita.
Scritto da Delemir alle ore 02:05 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: attualitĂ 


lunedì, 13 agosto 2007

Cosa resterĂ ....

Cosa ne sarà di me quando i miei passi giungeranno all'ultimo tratto di strada? Cosa ne sarà di tutto ciò che sono stato? Un'intersa esistenza si spegne, tra miliardi di altre esistenze, alla luce di giovani volti che invece si affacciano a quel mondo che io devo lasciare. Che ne sarà di ciò che ho detto, di ciò che ho compiuto in quei giorni lontani, di tutte quelle emozioni che mi hanno scosso portandomi spesso alla deriva? Che ne sarà di quel vento leggero sulla faccia, lassù dove solo io sapevo arrivare, tre le braccia materne dei luoghi a me cari? Che ne sarà della mia storia, di quello che gli amici raccontano ad altri amici pronunciando il mio nome? Un granello di sabbia si stacca così dalla roccia e scivola via, rapito dal vento. Forse un nome, forse un ricordo sulle labbra di chi mi ha conosciuto, forse un sorriso o una lacrima triste di chi mi ricorda. Cosa ne sarà di me quando i miei cari saranno strappati al mio abbraccio ed io mi ritroverò solo in questo mondo che loro mi hanno donato? Quando la vita che loro abbandonano scorrerà ancora vivida nelle mie vene? Suonano le note di Einaudi (Le Onde) mentre la notte scorre lenta ed un piccolo solco di luce mi percorre il volto illuminandolo nel buio della mia stanza. Com'è possibile che le persone che amo sembrano già mancarmi come se quel giorno fosse giunto improvviso? Ed'è così che Elisabetta e Mariachiara si affacciano tra i mei pensieri. Loro che sono giunte a quel ultimo tratto di strada troppo presto, quando la vita ancora era piena e pulsante. Loro che non ci sono più e che hanno condiviso ciò che sono, che hanno visto i luoghi a me cari, che hanno ascoltato le mie parole, che hanno letto i miei testi e che per un istante mi hanno sfiorato l'anima. Ricordo Mariachiara quando salivano in cima alle cave di Maiano per abbandonarci al tramonto, ricordo quel suo sorriso candido che mi avvolgeva, quel suo sguardo profondo e vivo. Ricordo il mio corpo eretto nel cuore di una chiesa mentre le parole del prete mi scivolavano addosso senza riuscire a darmi pace. E questo quindi il destino di ognuno di noi? Tutto passa, tutto scorre come un fiume impetuoso di giorni, di momenti che crediamo appartenerci. Che ne sarà della persona che io amo e che vorrei stringere a me trascinandola ovunque quel vento mi possa portare. Rileggo le mie parole evanescenti sullo schermo luminoso del computer e mi sembra quasi di scrutare i pensieri di un vecchio. Poi ripenso ai miei ventinove anni e cerco di autoconvincermi che la strada è ancora lunga, ma mai abbastanza, perchè le cose da dire, le cose da vivere, sono infinite, ogni singola sfumatura andrebbe assaporata nell'eterno di un esistenza senza fine e nonostante mi dicano che questa è la vita non riesco a trovar pace per questo declino. Cosa ne sarà di me quando i miei passi giungeranno all'ultimo tratto di strada? Resteranno forse queste mie parole, resterà il mio ricordo in coloro che mi hanno amato, resterà un nome tra le pagine di ciò che oggi scrivo...
Scritto da Delemir alle ore 22:31 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: generico


martedì, 24 luglio 2007

Soffio di vento

Soffio di vento nella notte di una Bologna che assopita ricorda i suoi giorni lontani. Sulle note di "Somewhere Over The Rainbow" rieccheggia leggero il sussurro di luoghi ormai perduti nei giorni ed il viandante fermatosi un attimo a scrutare l'orizzone si volta, per l'ultima volta, a guardare i passi lasciati sulla sabbia. Quegli stessi passi che il mare in tempesta ha cancellato con forza, quei passi che avrebbero potuto condurlo la dove nessun uomo è mai giunto, piccola oasi tra le coste scoscese della vita. Lenti passano i giorni ed i giorni scivolano lontano, come ciottoli nella marea, senza lascia traccia, senza ricordo. E le note stesse di una canzone diventano rumore all'udito. La ferita resta, come un taglio sulla tela di un pittore, come il silenzio nella melodia di un musicista o il vuoto tra le righe di uno scrittore. Ma la tempesta è ormai passata e quel vuoto strabocca ormai di nuovi pensieri e sorrisi. Solo un istante per ricordare, per pensare a quella piazza che osservava il passo romantico dell'inaspettato, solo un istante di malinconico rammarico per poi voltarsi e guardare avanti, là dove la gioia mi attende avvolgendomi in un soffice manto di stelle. Buona fortuna piccola meteora che per un istante ho creduto stella, che la vita possa omaggiarti di ciò che più desideri e che possa illuminarti la via....perchè di parole ci si può riempire la bocca ma ciò che conta sono i momenti e non le parole, i momenti vissuti davvero, talmente intensi che ti levano il fiato, sono quelli che restano e che ti segnano. Il resto, sono solo ciottoli trascinati via dalla marea.....come un volto tra la folla, senza per questo essere uno dei tanti!
Scritto da Delemir alle ore 23:18 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: generico


Chi sono

Utente: Delemir
Nome: Francesco Degli Innocenti
Nato a Firenze ma residente a bologna. Fotografo.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

 


Delemir. Get yours at bighugelabs.com/flickr

 


Ciao, partecipa al gruppo flickr
del V-Day anche tu!


Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte